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N°55 - Ottobre 2008
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MASTER DI I LIVELLO IN "TECNICHE DI VALUTAZIONE IMMOBILIARE" Master di I livello Roma, 15 gennaio 2009
:: Scadenza presentazione domanda: 15 dicembre 2008 ::
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OBIETTIVI FORMATIVI DEL MASTER Il Master intende fornire gli strumenti e le metodologie necessarie a valutare i beni immobiliari oltre che nel settore privato anche a sostegno del Patrimonio pubblico delle Amministrazioni statali e non. Compiere analisi approfondite al fine di operare sul mercato nazionale e nell’ambito dell’Unione Europea. Il Master è pertanto finalizzato a sviluppare una cultura tecnico-professionale supportata dalle necessarie conoscenze tecniche, giuridiche ed economiche in grado di generare un profilo professionale, imprenditoriale e manageriale adeguato a sostenere lo sviluppo del settore immobiliare.
MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ FORMATIVA Il Master è articolato in Aree Tematiche divise in due Fasi: Tematiche di base e Approfondimenti tecnici, corrispondenti a moduli didattici ciascuno composto di lezioni e esercitazioni in aula, convegni e seminari. Ogni modulo didattico prevede un’esercitazione e si conclude con una valutazione. Per conseguire il Diploma di Master lo studente deve aver acquisito i 60 crediti, aver superato le prove intermedie ed aver elaborato la tesi finale. Il diploma di Master si ottiene con la discussione di una tesi finale che si concretizza nella raccolta ragionata in un book (formato A3) delle esercitazioni svolte all’interno dei singoli moduli didattici. La discussione finale verterà sui contenuti acquisiti durante il percorso formativo e la presentazione del book cui concorrono i docenti di riferimento delle diverse Aree Tematiche. I corsi e le attività di supporto didattico si svolgeranno nelle sedi del Dipartimento di IndustrialDesign, Tecnologie dell’Architettura e Cultura dell’Ambiente – ITACA – via Flaminia 70, 00196 Roma. La didattica in aula si articola in due fasi finalizzate all’acquisizione di conoscenze e competenze tecnico professionali - la prima fase affronta le “tematiche di base”, la II fase gli “approfondimenti tematici” – articolate rispettivamente nei seguenti moduli didattici.
AMMISSIONE Sono ammessi al Master studenti |
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ed operatori, in possesso di laurea triennale, laurea specialistica o laurea vecchio ordinamento senza alcun vincolo riguardo alla Facoltà di provenienza, ovvero di altro titolo di studio conseguito all’estero, riconosciuto idoneo. Eccezionalmente è possibile ammettere al master di I livello anche i possessori di diploma universitario il cui titolo sia stato preventivamente riconosciuto valido dal Consiglio Didattico Scientifico del Master al solo fine dell’ammissione al corso e/o nell’ambito di accordi inter-universitari di cooperazione e mobilità. È ammessa la partecipazione di studenti stranieri, cittadini comunitari ovunque residenti, cittadini italiani in possesso di titolo di studio conseguito all’estero e cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia, di cittadini non comunitari residenti all’estero (per la modalità di presentazione della domanda attenersi al Bando del Master). Il Master è incompatibile con qualunque corso di studio, ad eccezione dei corsi di alta formazione. È assolutamente vietato il passaggio/trasferimento da un corso di Master ad altro corso di Master.
MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE Collegarsi a: www.uniroma1.it/studenti/... scaricare il bando del master codice [13348] nel quale è indicato la modalità per la prescrizione al Master.
Per informazioni e iscrizioni: Maria Santucci T (+39) 06.367749043 F (+39) 06.367749028 maria.santucci@uniroma1.it
LINK UTILI: www.uniroma1.it - codice [13348] www.tecnoborsa.it www.formazioneimmobiliare.eu
Informazioni master e modulo domanda ammissione (82 kb) Locandina del master (281 kb)
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COMPRAVENDITE: IL SETTORE RESIDENZIALE REGISTRA IL MAGGIOR CALO |
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L'Agenzia del Territorio evidenzia come nel I semestre 2008 il volume di compravendite complessivo sia stato di 780.953 transazioni con un decremento complessivo pari a -12,3%, sul I semestre 2007. Si conferma, pertanto, il trend negativo già segnalato a partire dal II semestre 2006, dopo un lungo periodo di crescita più o meno continua. Il settore residenziale, con 355.265 compravendite, è quello con il decremento più elevato, pari a -14%, più forte al Nord (-15,4%), meno al Sud (-10,7%), mentre il Centro segna un -14,8%. Il mercato del settore residenziale subisce un forte calo, anche nei Comuni non capoluogo, con una contrazione del 14% pari a quella delle città capoluogo. La quotazione media delle abitazioni è salita ancora dell'1,4% nel I semestre 2008, rispetto ai sei mesi precedenti. Su base annua, i prezzi salgono del 4,3% contro il 5,6% del semestre precedente. Il settore terziario, con 8.818 transazioni, risulta in decrescita del -12,5%; il settore commerciale, con 22.880 transazioni, risulta in calo del -8,6%; il settore produttivo, con 7.771 transazioni, è quello con il calo più ridotto, -3,5%; i magazzini (compresi cantine e depositi al servizio delle abitazioni), sono in calo del -9,2%, con 52.718 compravendite; le tipologie raggruppate nella categoria 'altro' (box e posti auto in prevalenza, ma anche alberghi, immobili pubblici e categorie speciali), con 333.501 transazioni, subiscono un decremento del -11,4%. Assoedilizia rassicura i risparmiatori italiani del settore edilizio, affermando che non c'è nessuna preoccupazione di rischio crack del mercato immobiliare ma neppure rimbalzi dei prezzi degli immobili che, data la tempesta sulle Borse, possano essere individuati come oggetto di speculazione quali beni-rifugio. La casa in Italia, peraltro, pur vedendo assestarsi il proprio valore, è ben lontana dai rischi che hanno travolto il mercato immobiliare in America e in altri Paesi. Le operazioni di riporto dell'immobile cui hanno fatto largo ricorso le famiglie americane - operazioni favorite storicamente da una continuativa crescita dei valori, dal basso costo dei mutui, dal minor rapporto di copertura della esposizione debitoria rispetto al valore immobiliare, adottato dalle banche in sede di erogazione dei mutui (coperture talora superiori ai prezzi di acquisto) - hanno fatto sì che, ai primi segnali di crisi dei valori di mercato, si sia scatenato un effetto-domino che ha travolto l'intero comparto. Tutto ciò in Italia non si è verificato, e probabilmente non si verificherà, in quanto il mercato immobiliare italiano ha un andamento poco dinamico (scarsa mobilità abitativa e ridotto ricorso al sistema dell'investimento a reddito per gli usi diversi dall'abitazione) e le famiglie italiane che hanno comprato casa non si sono lanciate nella irresponsabile corsa alla speculazione arrivando, come negli Usa, a cambiar casa per fare un affare e a finanziare anche le spese familiari con i finanziamenti dei mutui. Inoltre, il patrimonio immobiliare italiano è stabilmente nelle mani di oltre 20 milioni di famiglie, sensibilmente meno |
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indebitate di quelle statunitensi ed europee; il flottante annuo è pari a meno del 2% del valore di capitalizzazione degli immobili e quest'ultimo rappresenta oltre dieci volte la capitalizzazione della Borsa. Ciò non vuol dire che il settore sia esente da sofferenze; ad esempio, il rincaro del costo del denaro ha fatto innalzare il costo delle rate dei mutui, creando problemi alle famiglie; inoltre, il calo della domanda per investimento dato dalla bassa redditività degli immobili che riduce l'offerta delle locazioni rappresenta un ulteriore freno per l'economia nazionale, quasi ferma. Per rilanciare il mercato immobiliare sarebbe necessaria una nuova politica di alleggerimento fiscale che generasse una ripresa del settore e una maggiore dinamicità delle compravendite e dell'offerta abitativa in locazione. La maggiore onerosità dei finanziamenti e le politiche di razionamento del credito, operate dalle banche come conseguenza della crisi finanziaria, avranno un effetto deprimente sul mercato immobiliare. La previsione è di Nomisma, che per il 2008 stima un calo di 90.000 compravendite per il solo comparto residenziale, mentre per i prezzi è atteso un calo medio in termini reali tra il 3% e il 5%, rispetto al 2007. La diminuzione delle compravendite sarà più consistente nelle grandi città, con cali dal 5% all'8%. In questo quadro di incertezza, testimoniato dall'aumentata propensione alla liquidità degli investitori, solo un ulteriore allentamento della politica monetaria risulterebbe in grado di attenuare i vincoli che limitano molto la capacità di spesa delle famiglie. E' il trilocale l'immobile preferito da chi cerca casa: lo rivela un'inchiesta di Tecnocasa, relativa a settembre 2008. Nelle grandi città, il trilocale è la tipologia più richiesta (36,6%); a seguire, il bilocale con il 26,9% delle richieste e, infine, il quattro locali con il 21,2%. A Milano, Napoli e Bari la maggioranza della domanda si concentra sui bilocali. Da luglio a ottobre si osserva un lieve aumento di concentrazione di richieste sui bilocali (+0,2%) e sui cinque locali (+0,3%). A Milano e a Napoli i monolocali e bilocali insieme raccolgono il 52% delle preferenze. Per quanto riguarda l'analisi della disponibilità di spesa nelle grandi città, la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia compresa tra 169 e 249 mila euro (24,2%); a seguire, la fascia compresa tra 250 e 349 mila euro (21%) e quella tra 119 e 169 mila euro (20,1%). Rispetto alla media delle grandi città fanno eccezione Roma e Firenze, dove la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia tra 250 e 349 mila euro; a Roma si cercano bilocali e a Firenze trilocali; Genova, Palermo e Verona registrano una maggiore concentrazione di richieste nella fascia compresa tra 119 e 169 mila euro e in tutte e tre le città si cercano trilocali; Torino registra una concentrazione di richieste nella fascia di spesa entro i 120 mila euro e in quella compresa tra 119 e 169 mila euro e, in entrambe le fasce di spesa, le richieste riguardano monolocali, bilocali e trilocali. |
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LOCAZIONI: AUMENTANO ANCORA GLI AFFITTI PER GLI UNIVERSITARI |
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Da un monitoraggio condotto dal Sunia su un campione di studenti universitari fuori sede nelle maggiori città, risulta che sono aumentati ulteriormente gli affitti. Il fenomeno ha assunto ormai dimensioni molto gravi, al punto da escludere intere fasce di giovani dal diritto allo studio, per gli altissimi costi complessivi che le famiglie di provenienza dovrebbero sostenere. In queste città la forte domanda da parte degli studenti ha deformato il mercato, al punto di innescare un processo di aumento generalizzato anche per i residenti, i quali vengono allontanati da intere zone urbane. Il problema assume caratteri |
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molto gravi per intere fasce di popolazione (single, giovani coppie, famiglie con redditi medi e bassi) che non riescono a sostenere i canoni richiesti in molte zone di queste città. Affittare un posto letto può costare anche 400 euro a Firenze, 450 a Roma e Napoli, 500 a Milano; una camera singola può costare 650 euro a Roma, a Napoli e Milano, 700 a Firenze. Nella maggioranza dei casi, peraltro, le offerte d'affitto contengono una serie di violazioni: clausole capestro e vessatorie, contratti di tipo libero, non registrati, senza limite di canone, sub-affitti collegati, contratti in assoluto nero non scritti né registrati, ecc. |
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MUTUI: LE FAMIGLIE ITALIANE IN DIFFICOLTÀ PER PAGARE LE RATE |
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I tassi interbancari continuano a scendere dando respiro alle rate dei mutui. L'Euribor a tre mesi, uno degli strumenti utilizzati dalle banche per indicizzare i prestiti immobiliari, è passato dal 5,045% al 5% mentre quello a una settimana dal 4,015% al 3,974%. Nomisma stima in oltre 7 miliardi di euro le sofferenze immobiliari nel 2008, con una quota che sale al 2,5% dell'ammontare complessivo dei mutui erogati, e sottolinea le crescenti difficoltà delle famiglie a rispettare i pagamenti. I 7 miliardi di sofferenze stimate per l'anno in corso rappresentano un dato preoccupante, anche alla luce dei tempi di esecuzione immobiliare del nostro Paese (per il completamento della procedura sono necessari in media circa 6 anni), che rischia di avere un impatto negativo sulla liquidità (o anche solo sulla percezione di solvibilità) del sistema bancario italiano. L'Italia emerge come un Paese fortemente polarizzato: da una parte, i risparmiatori che, potendo, hanno saggiamente deciso di estinguere la propria posizione debitoria; dall'altra, le famiglie che, nell'impossibilità di far fronte all'onerosità delle rate dei mutui per la casa, si sono viste costrette a ricorrere alla sostituzione ipotecaria, se non addirittura all'inadempienza. Effetti della crisi vengono registrati anche nelle compravendite immobiliari: -90 mila nel solo comparto residenziale nel 2008, mentre sul fronte dei prezzi c'è all'orizzonte il rischio recessione e la flessione potrebbe assestarsi fra il 3% e il 5%. Kìron rende noto che il credito ipotecario destinato alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, nel II trimestre del 2008, presenta un volume di erogazioni pari a 15,03 miliardi di euro, in flessione rispetto allo stesso trimestre del 2007, in base al Bollettino della Banca d'Italia del 21 ottobre scorso. Una differenza negativa, pari a -1,68 miliardi di euro che, tradotto in termini percentuali, è pari al -10,18%. A livello di macroaree continua la crescita dell'area insulare (+13%), che conferma l'andamento positivo registrato già nei due trimestri precedenti. I decrementi maggiori, invece, sono avvenuti nell'area meridionale e centrale (-8%). Dall'analisi emerge che le tensioni dei mercati finanziari |
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hanno portato i mutuatari a continuare a preferire il tasso fisso: si stima infatti che circa il 70% dei nuovi mutui siano stati così stipulati, sebbene due settimane fa la Bce abbia diminuito i tassi di mezzo punto. Dalle elaborazioni del Sole 24 Ore su dati forniti dal ministero della Giustizia - che ha monitorato 357 uffici giudiziari, vale a dire il 93,5% del totale - la crisi dei mercati finanziari trascina in Tribunale i proprietari di immobili, in difficoltà con l'aumento dei tassi variabili. Infatti, nel corso dei primi sei mesi del 2008 si è registrata una forte crescita delle procedure esecutive iscritte. In media quasi il 17% in più rispetto ai pignoramenti attivati nello stesso periodo dell'anno scorso (dato che sale al 40% se il confronto è con i numeri del primo semestre 2006). Un'impennata che riguarda nell'80-90% dei casi azioni esecutive proposte dalle banche per tutelarsi dai titolari di mutuo inadempienti, come confermano le stime di alcuni Tribunali. E le cifre potrebbero essere anche peggiori se, nel frattempo, non fossero state lanciate alcune iniziative di salvataggio per le famiglie che si sono trovate in difficoltà. Come, ad esempio, l'accordo per la rinegoziazione dei mutui siglato tra le banche e il Ministero del Tesoro che consente di congelare, a partire dal 2009, le rate residue del prestito ipotecario sulla media dei tassi 2006 e che, secondo l'Abi, avrebbe già raccolto l'adesione di oltre 20mila risparmiatori (così sfuggiti al rischio di pignoramento). Oppure, ancora prima, la formula Bersani della portabilità, che permette di trasferire il proprio debito presso un'altra banca che offra condizioni più vantaggiose, attraverso la modifica del numero delle rate o della misura del tasso. Oltre, naturalmente, alla possibilità di rinegoziare personalmente le condizioni presso l'istituto di credito con cui si è acceso il prestito, fino a poco tempo fa quasi ignorata ma oggi molto praticata. Se, quindi, l'area del disagio è piuttosto diffusa, l'incremento del numero di procedure esecutive registrato dal Ministero della Giustizia rappresenta la crisi delle famiglie che non sono riuscite a trovare, neppure tra gli strumenti messi a disposizione, una soluzione meno traumatica. |
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Mutui, mercato prudente |
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Domande in lieve discesa in attesa della riduzione dei tassi |
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Data: 25/10/2008 |
Il Messaggero |
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Voglia di sicurezza |
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Compravendite: notai, comuni e assoconsumatori uniti per tutelare chi acquista una casa |
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Data: 25/10/2008 |
MilanoFinanza |
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Cosa dovete fare adesso |
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Le 5 mosse per mettere al riparo i propri risparmi dalla tempesta finanziaria |
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Data: 11/10/2008 |
MilanoFinanza |
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