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N°60 - Febbraio 2009
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COMPRAVENDITE: VINCE IL TRILOCALE |
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Un'analisi della domanda effettuata, a gennaio 2009, da Tecnocasa evidenzia che, nelle grandi città, la tipologia più richiesta è il trilocale con il 35,7% delle preferenze. A seguire il bilocale con il 28,6% delle richieste ed infine il quattro locali con il 21,4%. A Milano, Napoli e Roma la maggioranza della domanda si concentra sui bilocali. Rispetto a settembre si registra una novità: a Bari ritorna il dominio del trilocale. A Milano e a Napoli i monolocali e bilocali insieme raccolgono il 53,0% nell'una e il 52,7% delle preferenze nell'altra. A Torino, invece, la concentrazione delle richieste è abbastanza vicina tra bilocali e trilocali. Per quanto riguarda l'analisi della disponibilità di spesa nelle grandi città la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia compresa tra 170 e 249 mila € (24,0%), a seguire la fascia compresa tra 250 a 349 mila € (21.6%) e quella tra 120 e 169 mila € (20,1%). Nella fascia di spesa compresa tra 170 e 249 mila € si cercano soprattutto trilocali e, a seguire, bilocali. Rispetto a settembre, a parità di disponibilità di spesa, si nota un incremento della concentrazione delle richieste per i quattro e cinque i locali . Nella fascia compresa tra 250 e 349 mila € si cercano trilocali e, a seguire, quattro locali. Rispetto alla media delle grandi città fanno eccezione Roma e Firenze, dove la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia tra 250 e 349 mila €; a Roma si cercano bilocali e a Firenze tre e quattro locali; Genova, Palermo, Verona e Torino registrano una maggiore concentrazione di richieste nella fascia compresa tra 119 e 169 mila €. In tutte queste città si cercano trilocali. Se è ormai un dato di fatto che l'utente medio di Internet in Italia sia uomo, la sorpresa è scoprire che questo non è vero quando si tratta di trovare online la propria casa. Secondo i dati diffusi da Immobiliare.it ben il 61% di chi cerca casa sul web è donna. Le regioni in cui il fenomeno si registra in maniera più evidente sono la Lombardia (67% di donne-ricercatrici), il Veneto e l'Umbria (entrambe al 65%), a seguire la Liguria (64%). Prima delle regioni meridionali, la Sardegna dove la percentuale arriva al 60%. Più legata a un modello "maschile" di ricerca è la Valle d'Aosta, fanalino di coda di questa classifica dove le donne rappresentano comunque il 50% di chi si rivolge al web per trovare casa. La situazione migliora di poco in Molise e Campania, dove la percentuale cresce di 2 punti arrivando al 52%. Inoltre, le donne visualizzano mediamente oltre 20 immobili per visita, e la loro sessione di ricerca ha una |
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durata media di 15 minuti. Si servono del web per trovare la loro prima casa (gli uomini sembra restino più a lungo nella residenza paterna), o per trovare una casa di grandi dimensioni per ospitare anche i figli. Parte del loro tempo di connessione è anche occupato dal sogno: strutturalmente più curiose dei maschi, ricercano anche immobili di prestigio o nelle zone turistiche. Ogni giorno in Italia 6 milioni di persone cercano casa e la ricerca, che interessa ciascuno di noi 4,7 volte nel corso della vita, dura all'incirca 6-7 mesi. Tutto ciò causa stress e richiede molto tempo. In quest'ottica è chiaro il motivo per cui il web sia diventato negli ultimi anni luogo privilegiato per trovare casa con più di 3 milioni di persone che ogni mese si affidano alla rete a questo scopo. Se le donne la fanno da padrone nella ricerca degli immobili residenziali (ma solo il 27% di loro si interessa al fatto che la casa abbia un garage o un posto auto), gli uomini continuano a tenere la leadership nella ricerca dei locali professionali e, in questo caso le signore rappresentano solo il 48% della domanda. Ubh ha fornito un aggiornamento sulle tendenze e le previsioni relative al mercato immobiliare residenziale italiano. Il calo delle compravendite effettuate nell'ultimo anno in Italia si stima che sia superiore al 16%. La stretta creditizia e le oggettive difficoltà di spesa della fascia media e medio bassa della popolazione hanno di fatto ridotto il potere d'acquisto, anche nel settore immobiliare. Scendono gli acquisti di immigrati e giovani coppie per la prima casa con una bassa percentuale di liquidità. L'effetto della discesa sui tassi di interesse viene attenuato dalla politica restrittiva delle banche. Nel segmento immobiliare la discesa dei prezzi delle case in Italia, già annunciata nel primo trimestre 2008, si è materializzata dopo l'estate con un decremento medio nominale dell'8,8%. Da settembre a oggi i prezzi delle abitazioni sono però scesi meno di quanto ci si potesse aspettare, dato il calo di domanda; negli ultimi 5 mesi la discesa è stata di circa 2 punti percentuali, compreso il tasso di inflazione. La flessione delle compravendite si è fatta sentire maggiormente nei comuni non capoluogo che registrano un decremento del 17% circa, mentre nei capoluoghi di provincia il calo è stato più contenuto (-10%). Si deve anche rammentare, tuttavia, l'impetuosa crescita del mercato della provincia negli ultimi 10 anni: in questo arco di tempo le compravendite nei capoluoghi sono diminuite del 7% circa, mentre in provincia la crescita è stata superiore al 30%. |
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LOCAZIONI: PREVALE IL BILOCALE |
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Negli ultimi dieci anni, ovvero dal 1999 al 2008, gli affitti in Italia sono aumentati mediamente del 130%, con punte che arrivano anche al 145%, come nel caso delle città di Roma, Firenze e Milano, mentre contemporaneamente i fondi statali attribuiti sono diminuiti del 69,58%. È questo il quadro che emerge dalla ricerca Cgil e Sunia sull'offerta delle abitazioni in affitto nelle aree metropolitane. Secondo la ricerca nel nostro Paese aumenta la domanda di affitto, per la maggiore difficoltà di accesso al credito per le nuove fasce (single, giovani coppie, stranieri e studenti), così come l'offerta, in seguito agli investimenti sul mattone avvenuti negli ultimi anni. Al contrario, diminuisce il dato sulle compravendite, che nel 2007 ha segnato una flessione del 4,6% e nel III trimestre del 2008 del 13% (15,9% nei comuni capoluogo). Inoltre, il canone medio di un contratto di locazione stipulato negli ultimi dieci anni si aggira intorno ai 740 euro al mese, mentre per i nuovi contratti il prezzo arriva fino a 1.100 euro. Più in generale, l'andamento del settore immobiliare nelle aree metropolitane parla di un mercato governato per l'85% dal libero mercato e per il restante 15% dai contratti agevolati. Riguardo, invece, all'offerta di locazione, l'indagine sottolinea che il mercato è dominato dall'affitto di bilocali (39%), seguito da trilocali (32%) e monolocali (17%). I dati della ricerca sono allarmanti e dimostrano che c'è l'assoluta urgenza di intervenire in questo settore, perché l'incidenza dell'affitto sul reddito nel nostro Paese è troppo elevata. La ricerca del Sunia, inoltre, affronta in particolar modo la situazione abitativa a Roma e Milano, sottolineando che il 25% della famiglie vive in affitto (contro la media dei Paesi più sviluppati del 30-40%) e che il fondo sociale è diminuito del 50% per la Capitale e del 30% per il capoluogo lombardo, a fronte di un aumento della domanda, rispettivamente del 75% e addirittura del 200%. Infine, la ricerca Cgil Sunia analizza l'area di disagio abitativo che |
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caratterizza le due metropoli italiane: Milano e Roma. Emerge così che gli sfrattati sono 6.000 a Roma e 10.000 a Milano; che le famiglie in graduatoria per un alloggio pubblico sono rispettivamente 17.000 e 16.700, che i nuclei familiari che hanno chiesto nel 2006 il contributo all'affitto sono 16.200 e 21.000, e che gli immigrati regolari alla "disperata ricerca di un alloggio" sono 365.000 a Roma e 390.000 a Milano. Secondo il primo rapporto sulle locazioni effettuato da Nomisma e Solo Affitti è emerso che il mercato in questione è in ripresa, dopo alcuni anni in cui il mutuo sembrava l'opzione migliore. I tempi medi per locare un appartamento sono scesi del 10%, in media meno di tre mesi. La redditività resta stabile al 4,9% lordo medio. Il tipo di abitazione più richiesto è il bilocale (che assorbe il 40% della domanda), seguita dal tricolale (32%), ma nei centri cittadini l'appartamento con due stanze raggiunge quasi il 50% del mercato. Da un'analisi di Tecnocasa sul non residenziale è emerso che, nella prima parte del 2008, sul versante delle locazioni si registra una riduzione contenuta dello 0,1% per le tipologie usate e dello 0,2% per le tipologie di nuova costruzione. In controtendenza il Veneto che mette a segno una crescita del 3,7% delle locazioni dei capannoni usati e dell'1,9% per i capannoni nuovi. Per quanto riguarda i negozi si è registrata una certa stabilità per quelli posizionati in "vie di passaggio" e una lieve diminuzione su quelli posizionate in "vie non di passaggio". In lieve calo le locazioni degli uffici (-0,9% per le tipologie usate e -0,3% per le tipologie di nuova costruzione), e dei laboratori (-0,7%). La richiesta su quest'ultima tipologia non è molto elevata (spesso si prediligono i capannoni di piccola dimensione) ed è indirizzata soprattutto allo svolgimento di attività artigianali. |
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MUTUI: TASSI INVARIATI al 2% |
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Al contrario della Banca d'Inghilterra che ha portato il tasso di riferimento dall'1,50, all'1%, la Bce ha lasciato invariato al 2% il costo del denaro della zona euro. Analogamente, ha lasciato fermi all'1% e al 3% anche il tasso sui depositi e quello marginale. La decisione, ampiamente attesa dal mercato, è stata presa dal Consiglio direttivo dell'istituto centrale a Francoforte. Dal canto suo, il Presidente dell'istituto non ha escluso che possano esserci riduzioni a marzo, ma non bisogna aspettarsi che i tassi d'interesse arrivino a un livello prossimo allo zero. L'Euribor a tre mesi, |
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su cui si calcolano i mutui per l'acquisto di una casa, tocca il nuovo minimo storico di 1,867%. In calo anche quello a sei mesi (1,975%), al minimo dall'aprile 2004. L'associazione consumatori Adusbef, rende noto di aver monitorato alcuni conti correnti offerti da 11 tra le principali banche operanti in Italia e di aver rilevato che, a febbraio 2009, cinque banche hanno mantenuto tassi e commissioni esattamente agli stessi livelli di metà ottobre 2008; sei hanno diminuito il tasso passivo mentre ben cinque hanno ancora un tasso passivo superiore al 13%. |
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