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N°62 - Aprile 2009
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E' uscito il nuovo QEI 10 - Quaderni di Economia Immobiliare di Tecnoborsa. Questi i temi trattati: • Sistema Borse Immobiliari: Storia, Mission e Servizi; • Intermediazione e Valutazione; • Famiglie Italiane e Risparmio Energetico; • Estimo e Valutazione Economica dei Progetti: Studi e Professione |
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"CATASTO E FISCALITA' IMMOBILIARE" Corso di alta formazione Napoli, 27-28-29 maggio 2009
:: Scadenza iscrizioni: 20 maggio 2009 ::
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Il Corso intende fornire ai partecipanti una panoramica aggiornata delle norme di natura fiscale che incidono sulle dinamiche del mercato immobiliare e sulla determinazione, sempre più convergente, dei valori immobiliari dall'ottica fiscale, catastale e di libero mercato. L'obiettivo è fornire ai partecipanti strumenti innovativi che consentano, per quanto attiene il settore degli investimenti e delle compravendite immobiliari, il pieno rispetto della vigente normativa (dal D.L. 248/2006 alla legge Finanziaria 2007, inclusi gli IAS/IFRS e Basilea 2) anche al fine di evitare onerose procedure di accertamento e contenzioso (richiamate nella circolare 6/E del 2007). Il Corso prevede una fase teorica ed una fase applicativa finalizzata alla elaborazione e comparazione - in gruppi di lavoro - delle diverse modalità di determinazione del valore (ai fini fiscali, catastali e di mercato), ed in particolare di giudizi di stima e perizie ancorate agli standard internazionali, quale presupposto per una oggettiva qualità del processo comportante una attendibile corrispondenza del dato economico-valutativo al valore di mercato ovvero al valore normale (Comma 307 della Finanziaria 2007).
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COSTO PER PARTECIPANTE Gratuito per i soggetti accreditati alla Borsa Immobiliare di Napoli. € 320,00 + IVA (20%) per i soggetti non accreditati alla Borsa Immobiliare di Napoli.
Max iscritti n. 30
Per ulteriori informazioni: Coordinamento didattico e organizzativo Borsa Immobiliare di Napoli D.ssa Silvia Ferrajoli Tel. 081.5543962 Fax 081.283361 segreteria@binapoli.it
LINK UTILI: www.binapoli.it www.na.camcom.it www.tecnoborsa.it www.formazioneimmobiliare.eu
Programma Corso (93 kb) Modulo di iscrizione (189 kb) |
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COMPRAVENDITE: IN ITALIA DOMANDA E OFFERTA NON SI INCONTRANO SUL PREZZO |
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In base ai dati raccolti nei primi 3 mesi del 2009 da Toscano, il mercato immobiliare italiano registra una diminuzione dei prezzi. Sotto il profilo delle quotazioni, il mercato residenziale registra un calo dei prezzi sia nei centri cittadini sia nelle zone semicentrali e periferiche, pari al 7-8% circa a livello nazionale. Il dato più significativo del trimestre è dato da una leggera diminuzione dei tempi medi di vendita (poco meno di 6 mesi rispetto agli oltre 6 mesi dell'ultimo trimestre dell'anno precedente), effetto della diminuzione delle quotazioni immobiliari. Il "taglio medio" (compreso tra 65 mq e 120mq) assorbe ben il 52% delle compravendite immobiliari. Le grandi metrature (oltre 125 mq) rappresentano il 18% degli acquisti degli italiani e, dal 2002, hanno subito un calo del 7%. I monolocali e i bilocali (fino a 65 mq) sono il tipico acquisto per investimento, oppure le case per single o giovani coppie. Il "taglio piccolo", che rappresenta nel 2009 il 30% dell'offerta complessiva, ha registrato un crollo del 10% rispetto al 2002. Sotto il profilo dell'offerta, rileviamo che coloro che negli anni scorsi hanno investito nel mattone oggi sono poco propensi al disinvestimento, poiché in questo contesto di crisi finanziaria gli immobili rappresentano uno degli investimenti più sicuri. Sotto il profilo della domanda, il calo è da attribuire a rilevanti mutamenti sociali subiti negli ultimi anni in Italia. Ubh ha elaborato un aggiornamento al 31 marzo 2009 sulle tendenze e le previsioni relative al mercato immobiliare residenziale italiano. Confrontando il primo trimestre del 2009 con lo stesso periodo del 2008 sono stati rilevati prezzi in calo in tutte le grandi città. Resistono solo i centri storici di Milano e Roma dove i valori hanno mantenuto una certa stabilità e le compravendite si chiudono a prezzi simili a quelli di inizio 2008. Sul fronte prezzi in questi primi tre mesi del 2009 non ci sono quindi forti variazioni negative da segnalare, resta l'analisi sul raffronto gennaio 2008 - marzo 2009 che indica una flessione del 10% circa per le abitazioni vecchie da ristrutturare e del 5,5% per le abitazioni nuove o ristrutturate. Se il ciclo negativo della domanda si farà più forte, questo indurrà sempre più venditori a ridurre il prezzo o a ritirare dal mercato il prodotto, in attesa di tempi migliori. In sostanza, si potrebbe assistere a due scenari differenti: una riduzione dell'offerta oppure, più probabile, |
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una riduzione dei prezzi. Ad oggi, dopo aver certificato che la discesa dei valori nel 2008 è stata dell'8,8%, si ritiene che non sia azzardato attendersi ancora una riduzione, ma non superiore a 9 punti percentuali. Inoltre, oggi il mercato cittadino è fortemente caratterizzato da acquirenti con una sana e robusta base di liquidità, intenzionati ad acquistare senza dover ricorrere a forti richieste di finanziamento e si stima che coprano più del 50% del totale. I dati definitivi del 2008 hanno infatti fatto segnare un deciso decremento delle compravendite effettuate con l'ausilio di un mutuo, (-27%), a cui si aggiunge la diminuzione del capitale complessivo erogato che è stata di circa il 28%. A livello territoriale si confermano le tendenze rilevate a fine 2008: nelle grandi città la domanda ha rallentato ma in misura minore rispetto ai comuni della provincia; cresce la difficoltà delle famiglie meno liquide ad acquistare, si alza la barriera del merito creditizio ed è in forte diminuzione la domanda dei lavoratori stranieri. Dall'analisi di REplat emerge che il mercato immobiliare italiano non ha smesso di frenare nei primi 3 mesi del 2009, ad eccezione di Roma e Milano che tengono, con valori positivi tanto per la domanda quanto per l'offerta. I valori dell'Indice REplat nazionale sottolineano, tra gennaio e marzo, un calo dell'offerta del -6,96% che a fine trimestre si è attestata sul +3,59% (a inizio anno era a +10,55%). Per ritrovare un'offerta così bassa bisogna risalire al 2007, quando il mese di aprile fece segnare +2,95% e +3,51% a dicembre. Scende anche la domanda che da gennaio a marzo perde il -2,15%. Tra le maggiori cause di questa situazione, gli operatori spesso segnalano da una parte l'assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati, dall'altra la presenza di proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore. Dunque, il problema è che in Italia domanda e offerta non s'incontrano sul prezzo. Alla consistente contrazione delle compravendite avvenuta nel corso del 2008 non è infatti corrisposta un'altrettanto robusta discesa dei prezzi, come è avvenuto in altri Paesi. Il prezzo sarà quindi la variabile fondamentale del mercato immobiliare, un settore alla ricerca del prezzo congruo in grado di soddisfare sia la domanda che l'offerta per ridare così impulso alle compravendite. |
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LOCAZIONI: SI REGISTRA IL PIÙ PESANTE DISAGIO ABITATIVO DEGLI ULTIMI 10 ANNI |
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C'è un milione di famiglie in grave difficoltà abitativa a causa del caro affitti, dell'assenza di edilizia pubblica e degli effetti della crisi economica che mette a rischio posti di lavoro e riduce la possibilità di spesa degli italiani. Si tratta di 650 mila richieste fatte ai comuni per un'abitazione di edilizia pubblica e di 350 mila richieste di un contributo per l'affitto che, sommati ai 50 mila sfratti programmati per il 2009, costituiscono il più pesante disagio abitativo degli ultimi 10 anni. Questa situazione va governata con misure immediate e il Sicet chiede al Governo che i 550 milioni fermi dal 2007 siano dati a regioni, comuni e Iacp subito, per ultimare e rendere immediatamente disponibili 12 mila alloggi |
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pubblici, insieme a ulteriori finanziamenti da mettere nel Dpef per allargare l'offerta pubblica. Per il fondo sostegno affitti, va incrementata la parte statale ma anche quella delle regioni e dei comuni, per dare respiro alle famiglie in difficoltà. Ma servono anche misure strutturali: una nuova legge sugli affitti privati che vada a contenere il livello raggiunto dal mercato e creare un salvagente per gli sfratti; un sistema contrattuale unico, fissato da una norma nazionale e la contrattazione locale per la fissazione degli affitti; una tassazione unica sui redditi da locazione e maggiori detrazioni per gli inquilini, per far emergere l'evasione presente nel settore. |
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MUTUI: RISALE LA RICHIESTA PER QUELLI A TASSO VARIABILE |
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Nella riunione del 2 aprile, con decorrenza dall'8 aprile 2009, il Consiglio direttivo della Bce ha adottato le seguenti decisioni di politica monetaria : il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale dell'Eurosistema è ridotto di 25 punti base, all'1,25%; il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale è ridotto di 25 punti base, al 2,25%; il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale è ridotto di 25 punti base, allo 0,25%. L'Euribor a un mese è sceso all'1% e, di conseguenza, gli italiani riscoprono i mutui a tasso variabile: lo rileva Mutuionline nel suo rapporto sul mercato di marzo 2009. Le richieste di finanziamenti a tasso variabile sono state il 42,2% del totale, contro il 17,2% |
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del secondo semestre 2008. La quota di richieste per il tasso fisso scende così dall'81,8% al 56,3%, mentre il misto ammonta all'1,5%. Scegliendo un mutuo variabile anziché un fisso si possono risparmiare nell'immediato circa 100-130 euro (10-25%, a seconda della durata del contratto), su un prestito da 100mila euro. Diminuisce leggermente (dal 39,1% al 37,5%), anche la quota dei mutui richiesti con durata fra i 30 e i 40 anni, mentre sale a 130.926 euro l'importo medio richiesto, contro i 121mila del secondo semestre 2008. Per quanto riguarda i prestiti richiesti, la ristrutturazione della casa rimane la finalità più diffusa (20,9%), seguita dal consolidamento (17%), e la liquidità (14,5%). |
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PIANO CASA: SBLOCCO DELLE NORME ANTISISMICHE E INCENTIVI PER LA MESSA IN SICUREZZA |
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Il decreto legge sul Piano Casa conterrà le norme antisismiche contenute nel DM del 14 gennaio 2008 e dovrebbe subordinare al rispetto delle stesse la concessione dell'aumento della cubatura del 20% delle abitazioni mono o bifamiliari (35% nel caso in cui, a seguito di demolizione, si ricostruisca utilizzando tecniche costruttive di bioedilizia o fonti di energia rinnovabili). A seguito del terremoto in Abruzzo, verrà dunque anticipata di un anno (rispetto a quanto previsto dal decreto "milleproroghe") l'operatività del decreto ministeriale che assegna al progettista la scelta delle tecniche per mettere in sicurezza un edificio - sia |
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nuovo sia da ristrutturare - sulla base di standard europei più rigidi, integrato con la previsione di incentivi per chi ricostruisce rispettando le norme anti-sismiche e sgravi fiscali per la messa in sicurezza delle abitazioni. La norma del decreto così detto "anticrisi" che prevede lo sconto Irpef del 55% per chi compie interventi di risparmio energetico, potrebbe così essere estesa anche alla messa in sicurezza degli edifici. Rimane la previsione della semplificazione burocratica sulle manutenzioni straordinarie e per i cambi di destinazione d'uso. |
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Gli agenti |
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Che fatica far ragionare i clienti |
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Data: 27/04/2009 |
Il Sole24Ore |
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Mettete la sicura al mattone |
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La proposta dell'ìeconomista che aveva previsto sia la Bolla Internet che quella dei subprime |
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Data: 27/04/2009 |
CorrierEconomia |
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Il piano casa |
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Un garage trasformabile in abitazione |
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Data: 21/04/2009 |
L'Unità |
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La scommessa del 2010 |
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Per la Banca Mondiale l'economia potrebbe ripartire già l'anno prossimo, trainata dalla Cina |
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Data: 08/04/2009 |
La Repubblica |
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