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Indagine Tecnoborsa 2009: Le famiglie romane e la sicurezza in casa
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a cura del Centro Studi sull'Economia Immobiliare - CSEI
Roma, 21 ottobre 2009 - Intrusioni dall’esterno e incidenti domestici rappresentano i maggiori rischi delle famiglie tra le mura di casa e Tecnoborsa ha inteso approfondire, in particolare, la percezione che di questi pericoli hanno le famiglie residenti nel Comune di Roma – attraverso un’Indagine realizzata su un campione di 800 nuclei. Per quanto riguarda la zona in cui si vive, in linea con le altre grandi città, a Roma si evidenzia un 80% circa di sostanziale tranquillità con solo un 4% delle famiglie che si dichiara per niente sicuro; il centro è indicato come la zona meno pericolosa dall’85,6% degli intervistati, mentre la periferia appare più rischiosa per il 24,5% degli abitanti. Passando ad analizzare la sicurezza in casa, anche qui i dati non sono allarmanti, infatti l’86,5% si dichiara molto o abbastanza al sicuro e solo un 2,9% esprime totale insicurezza. L’evento più temuto – come nelle altre grandi città – è la rapina con violenza sulle persone (69,8%), seguita con un notevole distacco dal furto con scasso (17,9%) e, infine, i danneggiamenti per scasso o per atti vandalici (12,4%). Alla domanda sulle misure di protezione adottate si è riscontrato un 71,4% di non risposte e solo il 22,5% ha risposto affermativamente; tra costoro, il 76,1% ha installato una porta blindata, il 45,6% un allarme e il 42,8% delle grate protettive. Il dato particolare risiede nel fatto che solo il 17,8% ha stipulato anche una polizza in caso di furto. Si registra nuovamente una forte resistenza alla domanda “Ha mai subito un furto in casa?” (68,4%) e, solo il 9,3% ha risposto affermativamente – dato probabilmente sottostimato in una città come Roma; tra costoro, il 73% dichiara di aver subito l’asporto di cose, mentre il 27% parla di danneggiamenti. Se il 71,4% delle famiglie romane teme le intrusioni, il restante 28,6% teme gli incidenti domestici e, tra questi, il più paventato in assoluto è la fuga di gas per il 48,5%, mentre il meno probabile è ritenuto l’allagamento, all’ultimo posto con un 7,6%. Peraltro, il 67,8% degli intervistati ha dichiarato di aver fatto lavori per la messa in sicurezza degli impianti di casa: il 95,2% per l’impianto elettrico, il 91,5% per l’impianto del gas e l’85,1% per l’impianto idrico. Molto articolati e prudenziali i piccoli accorgimenti osservati quotidianamente o in caso di chiusura di casa per un certo periodo: il 91,6% ha dichiarato di non usare apparecchi elettrici con le mani bagnate, l’88,4% chiude il rubinetto generale del gas, l’86,8% non attacca piccoli elettrodomestici vicino all’acqua e l’82% li stacca dalla presa prima di lavarli. Anche in questo caso, solo un 20,1% delle famiglie ha stipulato una polizza contro gli infortuni domestici. Il 14,5% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto qualche incidente domestico ma, generalmente, di lieve entità, in quanto solo nell’8,6% dei casi si è dovuto fare ricorso alle cure ospedaliere.
Nota metodologica Campione di tipo casuale, stratificato in famiglie residenti nel Comune di Roma. Strati del Campione e Domini di studi: professione del nucleo famigliare, tipologia del nucleo famigliare e numero di componenti del nucleo famigliare. Numerosità campionaria complessiva: 800 casi (800 interviste a buon fine), 1.240 cadute (60,7%). Intervallo di confidenza 95% (Errore + 2,0%). Fonte delle anagrafiche: Elenco degli abbonati al Servizio telefonico nazionale. I risultati campionari sono stati riportati all’universo delle famiglie residenti nel Comune di Roma.>
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