N°137 - Panorama di Economia Immobiliare - Luglio 2015

SubTitle: MUTUI

INDAGINE SUL CREDITO BANCARIO NELL’AREA DELL’EURO PRINCIPALI RISULTATI PER LE BANCHE ITALIANE: II TRIMESTRE DEL 2015 E PROSPETTIVE PER IL III TRIMESTRE – BANCA D’ITALIA
Nel II trimestre del 2015 è proseguito l’allentamento dei criteri di offerta dei prestiti a imprese e famiglie, riflettendo soprattutto la maggiore pressione concorrenziale tra le banche e il miglioramento della posizione di liquidità degli intermediari. Le più favorevoli politiche creditizie si sono tradotte principalmente in una ulteriore riduzione dei margini di interesse applicati alla media dei prestiti e in un incremento delle quantità concesse. Per il trimestre in corso gli intermediari si attendono condizioni di offerta invariate sia per i prestiti alle imprese sia per i mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni. Secondo le valutazioni degli intermediari la domanda di prestiti da parte delle imprese e delle famiglie è aumentata rispetto al trimestre precedente e dovrebbe rafforzarsi ulteriormente nel trimestre in corso.

BAROMETRO SUI MUTUI – CRIF
Nel mese di giugno appena concluso la domanda di mutui si è confermata su livelli record, con un eloquente +81,1% rispetto allo stesso mese del 2014 (valore ponderato, a parità di giorni lavorativi), nel segno della continuità rispetto alle brillanti performance registrate nei mesi precedenti. Si irrobustisce, dunque, il recupero verso i livelli pre-crisi, tanto che la variazione complessivamente registrata nel I semestre 2015 ha fatto segnare un significativo +58,7% rispetto al corrispondente periodo 2014, sostenuto sia dal miglioramento delle condizioni di offerta del credito sia dalla ripresa del mercato immobiliare, incoraggiata da prezzi di acquisto in costante flessione. Tuttavia, non è ancora stato colmato il consistente gap accumulato durante la fase più dura della crisi, specie se rapportato agli anni compresi tra il 2009 e il 2011, e il ritardo appare ancora netto seppur in graduale attenuazione. Al contempo, però, va sottolineato come l’importo medio richiesto rimanga ancora contenuto: nel mese di giugno appena concluso, infatti, si è attestato a 122.671 euro, al di sotto dei valori registrati nel corrispondente mese degli anni precedenti e ben distante dal picco del 2010, quando era risultato superiore a 140.000 euro. Analogamente, nel I semestre 2015 il valore medio è stato pari a 123.150 euro, contro i 124.670 euro del corrispondente periodo 2014. L’andamento dell’importo medio richiesto trova spiegazione sia nei valori di compravendita più bassi rispetto al recente passato sia, soprattutto, nella perdurante cautela da parte delle famiglie, che tendono a privilegiare soluzioni che pesino il meno possibile sul reddito disponibile. A questo riguardo è sufficiente ricordare come in Italia solamente 4 immobili residenziali su 10 vengano acquistati attraverso l’accensione di un mutuo, inequivocabile segnale del fatto che per un progetto impegnativo come la casa primariamente si attinge ai risparmi del nucleo familiare. Inoltre, l’atteggiamento ancora prudente degli italiani può essere dedotto anche dal progressivo spostamento, registrato negli anni, verso piani di rimborso più lunghi; a questo riguardo, la distribuzione della domanda di mutui per durata mostra, ancora una volta, come 7 richieste di mutuo su 10 abbiano scadenza superiore ai 15 anni.


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