N°138 - Panorama di Economia Immobiliare - Agosto 2015

SubTitle: MUTUI

MONETA E BANCHE - BANCA D’ITALIA
A giugno sono saliti i tassi d'interesse al 3,01% (2,91% del mese precede), comprensivi delle spese accessorie, sui mutui casa erogati alle famiglie. I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 2,88% (3% nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all'1,69% (1,61% a maggio). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere - conclude il rapporto della Banca d'Italia - sono stati pari allo 0,61% (0,67% nel mese precedente). I tassi di variazione sui dodici mesi dei prestiti al settore privato è risultato pari al -1%, alle famiglie allo 0,1% e al -1,6% alle società non finanziarie (a maggio erano rispettivamente -1,2%, -0,1% e -1,9%).

CRESCONO I NUOVI PRESTITI PER FAMIGLIE E IMPRESE - ABI
I finanziamenti alle imprese hanno segnato nei primi sette mesi del 2015 un incremento del +16% sul corrispondente periodo dell’anno precedente (gennaio-luglio 2014). Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, si è registrato un incremento annuo del +82,2% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. Nell’analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del +24,3%. A luglio 2015 il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero (-0,1%) nei confronti di luglio 2014, stesso valore del mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di luglio 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da aprile 2012. Con riferimento specifico ai mutui alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni i dati relativi al periodo gennaio-luglio del 2015 evidenziano la forte ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Nel periodo gennaio-luglio 2015 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 26.603 miliardi di euro rispetto ai 14.605 miliardi dello stesso periodo del 2014. L’incremento su base annua è, quindi, dell’82,2%. L’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 è anche superiore sia al dato dello stesso periodo del 2013, quando si attestarono sugli 11.383 miliardi di euro, sia al valore dei primi sette mesi del 2012 (13.045 miliardi di euro). I mutui a tasso variabile rappresentano, nei primi sette mesi del 2015, il 49,4% delle nuove erogazioni complessive; nei mesi più recenti sono in forte incremento i mutui a tasso fisso che hanno superato a luglio 2015 il 60% delle nuove erogazioni, erano meno del 20% dodici mesi prima.

BAROMETRO SUI MUTUI – CRIF
Domanda di credito da parte delle famiglie: nel mese di luglio corre la richiesta di mutui (+63,2%) e prestiti finalizzati (+22,7%). Dopo una prolungata fase di difficoltà, coincisa con la crisi economica degli ultimi anni e, soprattutto, con la debolezza e le incertezze che hanno caratterizzato il mercato del lavoro, gli italiani stanno mostrando un rinnovato interesse per il credito richiesto per finanziare l’acquisto della casa o per sostenere i consumi. Nel mese di luglio si conferma in forte aumento la propensione da parte delle famiglie italiane a richiedere mutui e prestiti, come evidenziato dall’ultimo aggiornamento del Barometro Crif, e la domanda di mutui da parte delle famiglie italiane continua a mantenersi su livelli record anche nel mese appena concluso, con un +63,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (valore ponderato, a parità di giorni lavorativi), sebbene in attenuazione rispetto ai valori registrati nei mesi di maggio e giugno dell’anno in corso, quando la domanda ha fatto segnare rispettivamente +84,5% e +81,1%. Si conferma pertanto l’andamento positivo che si registra ormai da due anni a questa parte, dopo il crollo nel biennio 2011-2012. Le evidenze dell’analisi Crif mostrano anche come l’importo medio richiesto rimanga ancora contenuto, frutto sia del prezzo delle abitazioni in costante calo sia dell’atteggiamento prudente da parte dei richiedenti: nel mese di luglio appena concluso, infatti, si è attestato sui 122.319 euro, al di sotto dei valori registrati nel corrispondente mese degli anni precedenti e ben distante dal picco del 2010, quando era risultato superiore a 140.000 euro. La tendenza a richiedere un mutuo il più contenuto possibile trova conferma anche nella distribuzione per fascia di importo: nei primi sette mesi del 2015, infatti, le preferenze degli italiani si sono concentrate nuovamente nella classe compresa tra 100.000 e 150.000 euro, con una quota pari al 30,6% sul totale, in crescita di 2 punti percentuali rispetto al 2014. La perdurante cautela da parte delle famiglie, nel tentativo di individuare soluzioni che pesino il meno possibile sul reddito disponibile, trova riscontro anche nell’orientamento verso piani di rimborso più lunghi. A questo riguardo, la distribuzione della domanda di mutui per durata mostra, ancora una volta, come più di 2 richieste di mutuo su 3 abbiano scadenza superiore ai 15 anni. Nello specifico, è la classe compresa tra i 15 e i 20 anni a essere risultata la preferita dalle famiglie italiane, con una quota pari al 24% del totale, seguita a ruota dalla fascia tra i 25 e i 30 anni, con il 21,9%, e da quella tra i 20 e i 25 anni, con il 20,3%.


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