N°139 - Panorama di Economia Immobiliare - Settembre 2015

SubTitle: MUTUI

MONETA E BANCHE - BANCA D’ITALIA
A luglio sono saliti i tassi d'interesse al 3,02% (3,01% del mese precede), comprensivi delle spese accessorie, sui mutui casa erogati alle famiglie. I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 2,93% (2,88% nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all'1,56% (1,7% a giugno). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere - conclude il rapporto della Banca d'Italia - sono stati pari allo 0,56% (0,61% nel mese precedente). Infine, i tassi di variazione sui dodici mesi dei prestiti al settore privato è risultato pari al -0,6%, alle famiglie allo 0,3% e al -1,1% alle società non finanziarie (a giugno erano rispettivamente -1%, 0,1% e -1,6%).

SEMPRE PIÙ UTILIZZATO IL FONDO DI GARANZIA PRIMA CASA - ABI
Tra febbraio e luglio 2015 sono ammontati a 83 milioni di euro i nuovi mutui garantiti e altri 88 milioni in fase di erogazione e lo strumento risulta particolarmente efficace per favorire l’acquisto dell’abitazione da parte delle giovani coppie. Lo comunica l’Abi sottolineando che il Fondo rappresenta un fondamentale esempio di collaborazione tra banche e Istituzioni, a vantaggio delle famiglie che ancora scontano gli effetti della crisi ma aspirano ad acquistare l’abitazione principale. L’obiettivo è, infatti, continuare a favorire l’accesso al credito a nuclei in difficoltà, soprattutto giovani coppie, con una dotazione da 600 milioni di euro che potrebbe garantire finanziamenti potenziali per 12-15 miliardi di euro. Il Fondo contribuisce all’ulteriore spinta del mercato dei mutui che registra una fase di grande rilancio, con un’impennata tra gennaio e luglio 2015 dell’82,2% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. Per quanto riguarda il funzionamento del Fondo di garanzia per la casa controgarantito dallo Stato questo prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari erogati per l’acquisto o la ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili adibiti a prima casa, con priorità di accesso per le giovani coppie o per nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con contratti di lavoro atipico con età inferiore a 35 anni. Relativamente ai requisiti per accedere al Fondo, va ricordato che la garanzia può essere richiesta da coloro che, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui abbiano acquistato la proprietà per successione e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli. Il modulo di domanda consente la richiesta di accesso per un massimo di due beneficiari; in caso di altri richiedenti potranno essere compilati ulteriori moduli di domanda, da inoltrare allegando i relativi documenti di identità. Finora hanno aderito al Fondo 142 banche (che rappresentano più del 60% del mondo bancario)

BAROMETRO MUTUI - CRIF
Nel mese di agosto appena concluso le richieste di mutuo presentate dalle famiglie italiane alle aziende di credito sono cresciute ancora a ritmo sostenuto, con un +57,57% rispetto allo stesso mese del 2014, tornando su livelli molto vicini a quelli precedenti la grande crisi che ha colpito il comparto nel biennio 2010-2011. Al contempo, però, continua a contrarsi l’importo medio richiesto, che si è attestato a soli 120.511 euro, il valore più contenuto da quando la rilevazione è in atto. Analizzando la dinamica in corso relativamente all’aggregato dei primi 8 mesi dell’anno appare evidente come si sia fortemente ridotto il gap rispetto agli anni pre-crisi, in un percorso di progressivo recupero che negli ultimi mesi non si è mai ridimensionato. Nel mese di agosto, però, l’importo medio richiesto ha fatto registrare una nuova contrazione, attestandosi su 120.511 euro e si tratta del valore medio in assoluto più contenuto da quando Crif ha iniziato a rilevare in modo sistematico e strutturato la domanda di credito da parte delle famiglie. La tendenza a richiedere agli istituti di credito importi contenuti è confermata anche dalla distribuzione per fascia di importo: la classe prevalente si conferma essere quella tra i 100.000 e i 150.000 euro, con una quota pari al 30,5% del totale (in aumento rispetto al 2014), seguita da quella al di sotto dei 75.000 euro, con il 26,3%. Al contempo, si conferma la propensione degli italiani a richiedere piani di rimborso più lunghi nel tentativo di ridurre quanto più possibile l’incidenza delle rate sul reddito disponibile: la classe compresa tra i 15 e i 20 anni è nuovamente risultata la preferita, con una quota pari al 24,1% del totale, ma nel complesso i 2/3 delle domande si sono orientate su lunghe durate.


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