N°141 - Panorama di Economia Immobiliare - Ottobre 2015

SubTitle: COMPRAVENDITE E LOCAZIONI

PREZZI DELLE ABITAZIONI – ISTAT
Nel II trimestre 2015, sulla base delle stime preliminari, l'indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento diminuisce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 3% nei confronti dello stesso periodo del 2014. Le flessioni congiunturali e tendenziali sono dovute alle diminuzioni dei prezzi sia delle abitazioni nuove (-0,3% rispetto al I trimestre 2015, -2% rispetto allo stesso trimestre del 2014) sia di quelle esistenti (-0,1% su base congiunturale, -3,5% su base annua). Pur persistendo un quadro di generale flessione dei prezzi delle abitazioni continua la progressiva, seppur lenta, riduzione dell'ampiezza delle diminuzioni tendenziali, grazie soprattutto alla minore flessione dei prezzi delle abitazioni esistenti (il differenziale in valore assoluto tra la variazione tendenziale dei prezzi di queste ultime e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si riduce infatti a 1,5 punti percentuali, registrando un nuovo minimo da quando è possibile calcolare la serie storica delle variazioni tendenziali dell'Ipab). La persistenza delle riduzioni di prezzo si manifesta in un quadro di significativa ripresa del mercato immobiliare residenziale in termini di numero di compravendite. In media, nel I semestre del 2015, rispetto allo stesso periodo del 2014, i prezzi delle abitazioni diminuiscono del 3,3%, sintesi di un calo del 2% per quelle nuove e del 3,8% per quelle esistenti. Con le stime preliminari del II trimestre 2015 la diminuzione dei prezzi delle abitazioni rispetto al 2010 raggiunge il -14% e alla riduzione concorrono sia le abitazioni esistenti sia le nuove, i cui prezzi sono scesi rispettivamente del 19% e dell'1,9%.

I PREZZI DELLE CASE – EUROSTAT
Nel II trimestre del 2015 i prezzi delle case nell'area euro sono aumentati dell'1,1% su base annua e del 2,3% nell'Unione europea. E' quanto emerge dai dati diffusi dall'Eurostat. Fra gli Stati membri l'Italia, rispetto al II trimestre del 2014, ha registrato uno dei cali più forti dei prezzi delle case, con una flessione del 3%. Solo in Lettonia la contrazione è stata più marcata (-4,4%), mentre in Francia i prezzi sono scesi del 2,2%. Invece, sono in aumento Svezia (+13%), Ungheria (+11,9%) e Irlanda (+10,7%). Rispetto al I trimestre del 2015 i prezzi sono diminuiti dello 0,1% in Italia, mentre nell'Eurozona sono aumentati dell'1,2% e dell'1,3% nella Ue.

AFFITTI UNIVERSITARI – TECNOCASA
Nel I semestre del 2015 sul mercato delle locazioni si registrano ancora canoni in ribasso: nelle grandi città si segnala una diminuzione dei valori dello 0,5% per i monolocali, dello 0,7% per i bilocali e dello 0,4% per i trilocali. Il 4,6% di coloro che hanno cercato in locazione rivolgendosi ad una delle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete è rappresentato da studenti universitari che si trasferiscono dalla loro città di residenza per studiare. In genere, gli studenti che hanno già scelto l'Ateneo da frequentare iniziano le ricerche per trovare la casa in affitto nel periodo di luglio o nei mesi di settembre e ottobre, quando sono terminati i test di ammissione. Tra gli aspetti maggiormente valutati dagli studenti, oltre alla presenza di servizi e alla tranquillità, c'è la vicinanza alla sede universitaria, in modo da ridurre i tempi di spostamento. Dall'analisi risulta che il taglio più affittato è il bilocale (39%), seguito dal trilocale (27,9%). Si preferisce il bilocale con la cucina abitabile in modo da utilizzare il soggiorno come stanza singola, cosa più difficile da fare se invece la casa è provvista di angolo cottura. Negli ultimi anni è in costante crescita l’attenzione alla qualità abitativa, complice anche la maggiore offerta immobiliare presente sul mercato: si guarda sia alla qualità dell’appartamento e del condominio sia alla qualità dell’arredamento. Cresce anche l’attenzione alle spese condominiali che, negli ultimi tempi, sono sempre più considerate dai potenziali inquilini che mirano a contenerle. Il contratto più stipulato è quello a canone libero (54,8%), a seguire quello transitorio (30,1%).


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