N°142 - Panorama di Economia Immobiliare - Ottobre 2015

SubTitle: COMPRAVENDITE E LOCAZIONI

MERCATO IMMOBILIARE: COMPRAVENDITE DI FONTE NOTARILE II TRIMESTRE 2015 – ISTAT
Complessivamente nel II trimestre 2015 le convenzioni notarili di compravendita per unità immobiliari (161.357), invertono il segno registrato nel I trimestre (-3,6%) e riprendono a crescere (+6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), permettendo il recupero di volumi dei primi due trimestri 2015 (+1,5% rispetto allo stesso periodo del 2014). La ripresa interessa tutti i comparti immobiliari: +6,6% per i trasferimenti di immobili ad uso abitazione e accessori e +1,9% per i trasferimenti di proprietà immobiliari ad uso economico. Il 93,7% delle convenzioni rogate ha riguardato trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo e accessori (151.184), il 5,8% unità immobiliari ad uso economico (9.299) e lo 0,5% unità immobiliari ad uso speciale e multiproprietà (874). Le variazioni tendenziali per trasferimenti di proprietà immobiliari, sia complessivamente considerate che per il comparto dell’abitativo e degli accessori, mostrano segnali di miglioramento in tutte le ripartizioni geografiche. Per il complesso dei trasferimenti di unità immobiliari i recuperi più consistenti rispetto alla media nazionale si registrano nel Nord-Est (+10,8%) e nelle Isole (+8%), mentre variazioni positive più contenute si osservano nel Nord-Ovest (+5,9%), al Centro (+4,1%) e al Sud (+2,9%). Il comparto dell’abitativo e accessori segue l’andamento generale, con incrementi superiori alla media nazionale nel Nord-Est (+11,8%) e nelle Isole (+10%) e più contenuti nel Nord-Ovest (+6,3%), al Centro (+3,5%) e al Sud (+3,2%). Nel comparto delle unità immobiliari ad uso economico valori superiori al dato medio nazionale si osservano al Centro (+16,4%) e, in maniera più contenuta, al Sud (+2,1%). Al contrario, Nord-Est (-0,9%), Nord-Ovest (-1,3%) e soprattutto Isole (-11,8%), chiudono in negativo il II trimestre 2015. Nei primi sei mesi del 2015 sia gli Archivi notarili distrettuali con sede nelle città metropolitane che gli Archivi dei piccoli centri beneficiano della ripresa immobiliare, con valori positivi tanto nel settore abitativo (+8% nei grandi centri e +5,4% nelle piccole città,) quanto in quello economico (+1,9% per entrambe le tipologie di Archivio). Il I semestre 2015 chiude in positivo per il complesso del settore immobiliare (+1,5%, per un totale di 297.032 convenzioni, 4.322 trasferimenti in più rispetto al I semestre del 2014), grazie alla performance positiva del settore abitativo (+1,8%; 277.725 convenzioni, più 4.820 unità) e nonostante la variazione tendenziale semestrale negativa del comparto ad uso economico (-1,8%; 17.670 convenzioni, meno 316 unità).

ANDAMENTO PIATTO DEI PREZZI DELLE LOCAZIONI IN ITALIA NEL III TRIMESTRE DEL 2015 – IDEALISTA.IT
Andamento piatto dei prezzi delle locazioni in Italia nel III trimestre del 2015, dove la richiesta media dei proprietari è stabilmente ferma a 8,5 euro mensili da un anno a questa parte, anche se dopo l’estate è stata rilevata una leggera flessione dei canoni nell’ordine dello 0,4%. Uno sguardo d’insieme sulla dinamica dei prezzi nelle diverse aree del Paese restituisce la mappa di un mercato degli affitti polarizzato, con zone dove i prezzi salgono e zone dove i prezzi continuano a scendere. La domanda si mantiene particolarmente viva in città come Milano, Torino, Firenze e Roma, forti dei primi segnali di ripresa dell’occupazione, ma le altre città non dimostrano lo stesso dinamismo. In un quadro prevalentemente ribassista, 7 macro aree su 20 chiudono i mesi estivi con uno scarto positivo: la Liguria (5,9%), segna il rialzo più deciso, seguita da Puglia (3,3%) e Calabria (3,8%). All’opposto la performance peggiore spetta alla Campania (-8,3%), che precede Veneto (-7,7%) e Lombardia (-6,2%). Sul fronte dei prezzi regionali il Lazio è stabile al top dei rendimenti da locazione con 11,3 euro/m², seguito da Lombardia (11 euro/m²) e Toscana (9,2 euro/m²). I valori più bassi d’Italia si trovano in Molise (4,7 euro/m²), Calabria (4,9 euro/m²) e Basilicata (5,4 euro/m²). La situazione a livello provinciale si presenta in sostanziale equilibrio tra aree che salgono (38) e le aree che scendono (42). Variazioni più ampie caratterizzano questi mercati, come testimoniano gl’incrementi a due cifre di Lucca (10,4%) e, all’opposto, i tonfi delle Province di Napoli (-15,7%) e Venezia (-10,8%). Nel ranking delle Province più care Milano si conferma in testa (13,5 euro/m²), seguita da Roma (12,3 euro/m²), mentre Venezia (11,4 euro/m²), scende in graduatoria dopo il tonfo registrato nel trimestre appena trascorso. Avellino è il fanalino di coda con 3,9 euro/m² al mese e precede Isernia e Caltanissetta, entrambe con una media di 4 euro/m² al mese. Per quanto concerne le città capoluogo, 39 di loro sulle 66 monitorate segnano un incremento dei rendimenti mensili negli ultimi tre mesi. Tra le città di grandi dimensioni, le performance migliori spettano a Torino (4,4%), Firenze (4,1%) e Milano (1,1%); lieve flessione per Roma (-0,4%); tonfo a Napoli, dove i prezzi sono in caduta libera dopo il calo del 6,3% registrato dopo l’estate. Venezia è sempre la città dove affittare costa di più, a una media di 15,6 euro/m² mensili, seguita da Milano (15,2 euro/m²) e Roma (13,8 euro/m²). All’opposto si trovano Reggio Calabria e Caltanissetta, le città più economiche, rispettivamente con 4,4 e 3,9 euro/m² al mese.

GLI ITALIANI E IL RISPARMIO – ACRI E IPSOS
Alla fine del 2015 la crisi è ancora parte integrante della vita degli italiani, che tuttora la percepiscono come grave (l’80%) e ritengono che durerà ancora per altri cinque anni. Però, il pensiero quasi nascosto di molti pare essere: “La crisi c’è, ma non per me”. Infatti, migliorano sensibilmente le prospettive personali ma anche quelle nazionali. Più di 1 italiano su 3 è fiducioso sul futuro dell’Italia (36%), mentre gli sfiduciati sono il 27%: un saldo positivo di 9 punti percentuali a favore degli ottimisti che, unito al miglioramento del saldo dello scorso anno, evidenzia una tendenza di robusta crescita della fiducia nel Paese (da tener presente che l’anno scorso il saldo era ancora negativo, -15, ma già in forte miglioramento, poichè due anni fa era -23). Nel 2015, dunque, il saldo tra ottimisti e pessimisti passa da -15 dello scorso anno al +9 attuale: un miglioramento di 24 punti percentuali! Il 34% degli italiani ritiene che la situazione italiana rimarrà inalterata (il 3% non si esprime). Riguardo al risparmio, per la prima volta dopo 4 anni il numero di persone che non vivono tranquille se non mettono da parte dei risparmi è superato da quello di coloro che risparmiano solo se ciò non comporta troppe rinunce: il 48% contro il 42%. Questo non vuol certo dire che gli italiani non siano più un popolo di risparmiatori, anzi, vuol dire che hanno meno ansia riguardo al risparmio per il futuro. Per il terzo anno consecutivo, infatti, la quota di italiani che negli ultimi dodici mesi ha effettivamente risparmiato cresce, di 4 punti percentuali, passando dal 33% del 2014 al 37% attuale, il dato più alto dal 2010. Al contempo si riducono per il terzo anno di fila, e in modo consistente, le famiglie in saldo negativo di risparmio, dal 25% del 2014 al 22% attuale (un dato così ridotto non si registrava dal 2005). È interessante notare che la crescita di chi è riuscito a risparmiare è sostanzialmente legata al Nord-Ovest (dove il 48% è riuscito a risparmiare) e ai giovani (il 50% ha risparmiato). Gli anni di crisi hanno comunque ridotto le riserve di denaro di molte famiglie e chi ha risorse disponibili mantiene una forte preferenza per la liquidità: riguarda quasi 2 italiani su 3; inoltre, chi investe lo fa solo con una parte minoritaria dei propri risparmi. È da notare comunque come uno scenario meno negativo incrementi la volontà di investire – in tutto o in parte – i propri denari: i potenziali investitori salgono, infatti, dal 30% al 34%. Rispetto al 2014 la situazione delle scelte di investimento è sostanzialmente costante: si riduce di un punto la quota di italiani possessori di certificati di deposito e di obbligazioni (9%), di titoli di Stato (7%) e di fondi comuni di investimento (13%); si riducono di 2 punti i possessori di azioni (6%), mentre cresce di 1 punto la quota di coloro che dichiarano di aver sottoscritto assicurazioni sulla vita/fondi pensione (dal 24% al 25%), salgono lievemente i possessori di libretti di risparmio (dal 22% al 23%). Riguardo all’investimento ideale si registra una riscossa del mattone: nel 2006 la percentuale di coloro che vedevano nel mattone l’investimento ideale era il 70%, scesa progressivamente fino al 24% del 2014; nel 2015 risale di ben 5 punti percentuali, raggiungendo il valore del 29%. L’immobiliare torna di nuovo a essere l’investimento ideale nel Centro e nel Sud. Rimangono in maggioranza relativa (il 35%), coloro che reputano questo il momento di investire negli strumenti ritenuti più sicuri (risparmio postale, obbligazioni e titoli di Stato) e si trovano prevalentemente nel Nord Italia. Il numero complessivo degli amanti dei prodotti più a rischio cresce anch’esso, attestandosi al 9%. Perde ben 5 punti percentuali il gruppo di coloro che ritengono sbagliato investire in una qualsiasi forma (il 32% nel 2013 e nel 2014, il 27% nel 2015).

PRODUZIONE NELLE COSTRUZIONI – ISTAT
Nel mese di agosto 2015 l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni ha registrato, rispetto al mese precedente, una riduzione dello 0,3%. Nella media del trimestre giugno-agosto 2015 l'indice è diminuito dell'1,2% rispetto ai tre mesi precedenti. L'indice corretto per gli effetti di calendario ad agosto 2015 è diminuito in termini tendenziali del 4,6% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di agosto 2014). Nella media dei primi otto mesi dell'anno l'indice è diminuito del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Ad agosto 2015 l’indice grezzo ha segnato una diminuzione tendenziale dell'1,3% rispetto allo stesso mese del 2014. Nella media del periodo gennaio-agosto 2015 l'indice è sceso dell'1,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.


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