N°143 - Panorama di Economia Immobiliare - Novembre 2015

SubTitle: COMPRAVENDITE E LOCAZIONI

LE FAMIGLIE ITALIANE IN DIFFICOLTÀ CON IL PAGAMENTO DELLE SPESE PER LA CASA – ISTAT
Le famiglie italiane in difficoltà con il pagamento delle spese per la casa ammontano a circa 3 milioni, l'11,7% del totale: tanti sono i nuclei familiari che nel 2014 si sono trovati in arretrato con il pagamento delle rate del mutuo, dell'affitto o delle utenze domestiche. I dati emergono dalla documentazione presentata in Parlamento dall'Istat in occasione delle audizioni sulla legge di stabilità; in particolare, il 10,2% delle famiglie si è trovata in ritardo con i pagamenti delle bollette per le utenze domestiche; tra le famiglie che vivono in affitto il 16,9% ha pagato in ritardo il canone mensile; infine, il 6,3% delle famiglie con il mutuo da pagare si è trovato in arretrato con la rata. Il ritardo nei pagamenti delle spese per la casa si associa nettamente all'onerosità delle spese stesse e, in particolare, alla loro incidenza sul reddito disponibile. Le famiglie maggiormente interessate dai problemi con i pagamenti sono quelle del quinto quintile, cioè della fascia di reddito più povera (29,2% si sono trovate in arretrato con le spese per la casa, pari a 1 milione e 505mila famiglie) e, più in generale, quelle che vivono in abitazioni in affitto (27,6%, 1 milione e 320mila) o quelle gravate da un mutuo per la casa (14,8%, 561mila). Nel 2014 l'esborso medio di una famiglia per queste spese è stato di 357 euro mensili, a fronte di un reddito netto di 2.460 euro mensili, con un peso del 14,5%. Le spese sono più alte nel Nord Italia (15,2%) e nelle principali città e aree metropolitane (16,1%).

RAPPORTO SULLA STABILITÀ FINANZIARIA 2/2015: I MERCATI IMMOBILIARI – BANCA D’ITALIA
In Europa si consolida la ripresa dei prezzi delle case e, nel comparto non residenziale, i prezzi si sono stabilizzati. Il permanere dei prezzi delle abitazioni su livelli particolarmente elevati ha indotto le autorità belghe a mantenere l’aumento delle ponderazioni per il rischio delle esposizioni immobiliari delle banche introdotto nel dicembre 2013. L’alto indebitamento delle famiglie per l’acquisto di abitazioni costituisce un rischio significativo per il sistema bancario secondo le valutazioni delle autorità di Finlandia e Svezia. Anche la Banca d’Inghilterra sta ponendo particolare attenzione all’analisi dei rischi che potrebbero derivare dalla forte crescita dei mutui per l’acquisto con finalità di investimento (buy-to-let). In Italia sono in ripresa le compravendite di abitazioni (4,1% al netto dei fattori stagionali nel II trimestre) e l’aumento interessa tutte le principali aree del Paese ma è più ampio nelle otto maggiori città. I prezzi delle case, che usualmente seguono con ritardo l’inversione ciclica delle transazioni, si sono stabilizzati (-0,1% nel II trimestre), interrompendo la flessione in atto dalla metà del 2011. Anche le quotazioni degli immobili non residenziali hanno smesso di scendere; in questo comparto, tuttavia, è più lento il recupero del numero di compravendite. L’arresto del calo dei prezzi delle case riflette la crescita del reddito disponibile delle famiglie e il miglioramento delle condizioni di accesso al credito. Il rapporto tra prezzi e affitti nel II semestre del 2014 ha continuato a diminuire ed è molto al di sotto dei valori di medio e lungo periodo; inoltre, l’indicatore che misura la capacità delle famiglie di accedere al mercato immobiliare è sui livelli massimi degli ultimi quindici anni. Gli indicatori prospettici del comparto edile anticipano la prosecuzione del miglioramento ciclico nei prossimi trimestri e in ottobre l’indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione si è attestato su valori assai elevati nel confronto con l’ultimo triennio. Nel IV trimestre del 2014 i permessi di costruire (che in media anticipano di circa un anno l’avvio dei cantieri), hanno segnato un recupero su base congiunturale, pur rimanendo su livelli ancora molto bassi. Si consolida il miglioramento delle attese degli agenti immobiliari, sia a breve sia a medio termine. Sulla base di stime i prezzi delle case dorebbero segnare un lieve recupero nel corso del II semestre dell’anno e il rialzo proseguirebbe nel corso del 2016. Lo stock ancora ampio di case invendute rappresenta, tuttavia, un importante fattore di rischio per la dinamica dei prezzi.

LOCAZIONI: ANALISI SOCIO-DEMOGRAFICA – TECNOCASA
L'analisi condotta sui contratti di locazione stipulati attraverso le agenzie Tecnocasa e Tecnorete nel I semestre 2015 evidenzia che, nella maggior dei casi, chi opta per l'affitto lo fa per scelta abitativa per il 61,3% (in crescita del +2,6% rispetto al I semestre del 2014), il 34,1% lo fa per motivi di lavoro e il 4,6% per motivi di studio. Il contratto di locazione più utilizzato rimane quello a canone libero da 4 anni più 4 (70,3%), da segnalare però, rispetto al I semestre del 2014, un netto aumento della percentuale nella stipula di contratti a canone concordato da 3 anni più 2 (18% contro il 13,9% dell’anno precedente).


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