N°145 - Panorama di Economia Immobiliare - Dicembre 2015

SubTitle: MUTUI

MONETA E BANCHE – BANCA D’ITALIA
A ottobre sono scesi i tassi d’interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni e, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,87% (2,92% nel mese precedente). I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 2,86% (2,82% nel mese precedente) e quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,34% (1,26% a settembre). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,54% (0,56% nel mese precedente). Infine, i tassi di variazione sui dodici mesi dei prestiti al settore privato sono pari al -0,5%, alle famiglie allo 0,6% e al -1,3% alle società non finanziarie (a settembre erano rispettivamente -0,5%, 0,4% e -0,9%).

LA DOMANDA DI MUTUI: NOVEMBRE 2015 – CRIF
Anche nel mese di novembre appena concluso la domanda di mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane ha fatto registrare una crescita sostenuta (+42,4%) rispetto al corrispondente mese del 2014, che a sua volta aveva fatto segnare un +21,1% rispetto all’anno precedente. Prendendo in considerazione l’aggregato dei primi 11 mesi dell’anno in corso, l’incremento risulta ancora più marcato, pari a +55,1%, sostenuto anche dalle richieste di surroga e sostituzione stimolate dalla contrazione degli spread offerti dagli istituti di credito e da un’offerta decisamente appetibile. L’ultimo aggiornamento del Barometro Crif riporta anche il dato relativo all’importo medio dei mutui richiesti, che nel mese di novembre si è mantenuto debole, attestandosi su 121.050 euro e confermando un trend in ininterrotta discesa dopo i picchi del 2010. A livello aggregato, nei primi 11 mesi dell’anno l’importo medio è stato pari a 122.167 euro, in calo del -1,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (quando l’importo medio era pari a 124.242 euro) e del -11,5% rispetto al 2008, quando la crisi economica non si era ancora manifestata. La contrazione dell’importo medio richiesto è riconducibile sia al calo del prezzo degli immobili oggetto di garanzia ipotecaria sia all’atteggiamento prudenziale degli italiani, che in questa fase tendono a prediligere piani di indebitamento che gravino il meno possibile sul bilancio familiare. La contrazione dell’importo medio dei mutui trova riscontro anche nella distribuzione della domanda in funzione dell’importo richiesto, con la classe prevalente nei primi 11 mesi del 2015 che si conferma essere quella compresa tra i 100.000 e i 150.000 euro, con una quota del 30,3% del totale (in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto al 2014), seguita da quella al di sotto dei 75.000 euro, con il 26,7%. Parallelamente, si consolida il trend relativo alla durata dei mutui richiesti, con la classe compresa tra i 15 e i 20 anni che risulta essere la preferita dagli italiani, con una quota pari al 24,1% del totale, seguita da quella compresa tra i 25 e i 30 anni con una quota pari al 21,1%: nel complesso, ormai da alcuni anni gli italiani stanno sistematicamente privilegiando piani di rimborso più lunghi. Infine, in relazione alla distribuzione della domanda in funzione dell’età dei richiedenti, quasi 2 mutui su 3 vengono richiesti da soggetti di età inferiore ai 44 anni e, nello specifico, la fascia compresa fra i 35 e i 44 anni si conferma essere quella prevalente, con una quota pari al 37,3% del totale, seguita da quella tra i 25 e i 34 anni (24,6%).


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