N°146 - Panorama di Economia Immobiliare - Gennaio 2016

SubTitle: MUTUI

MONETE E BANCHE – BANCA D’ITALIA
A novembre sono scesi i tassi d’interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, e sono stati pari al 2,85% (2,87% nel mese precedente). I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 2,76% (2,86% nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,28% (1,35% a ottobre). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,54% (uguale al mese precedente). I tassi di variazione sui dodici mesi dei prestiti al settore privato è risultato pari allo 0,6%, allo 0,8% alle famiglie e allo 0,2% alle società non finanziarie (a ottobre erano rispettivamente -0,5%, 0,5% e -1,2%).

MUTUI IN CRESCITA NEI PRIMI 11 MESI DEL 2015 – ABI
Segnali positivi emergono per le nuove erogazioni di prestiti bancari: sulla base di un campione rappresentativo di banche nei primi 11 mesi del 2015 le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili da parte delle famiglie hanno registrato un incremento annuo del +97,4% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. Più in dettaglio, i dati relativi al periodo gennaio-novembre del 2015 evidenziano la forte ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni: nel periodo gennaio-novembre 2015 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 44.340 miliardi di euro rispetto ai 22.465 miliardi dello stesso periodo del 2014 e l’incremento su base annua è, quindi, del 97,4%. L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nei primi 11 mesi del 2015, al 32% circa; l’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 è anche superiore sia al dato dello stesso periodo del 2013, quando si sono attestati sui 17.123 miliardi di euro, sia al valore dei primi 11 mesi del 2012 (18.794 miliardi di euro). I mutui a tasso variabile rappresentano, nei primi 11 mesi del 2015, il 43,7% delle nuove erogazioni complessive; nei mesi più recenti sono in forte incremento i mutui a tasso fisso che hanno raggiunto a novembre 2015 quasi il 65% delle nuove erogazioni, erano meno del 25% dodici mesi prima.

MERCATO MUTUI ITALIA: CONTINUA IL TREND POSITIVO – KIRON
Il mercato del credito per le abitazioni continua a dare segnali positivi, le erogazioni sono in aumento da quasi due anni e superano i 10 miliardi di euro per il secondo trimestre consecutivo. Questo trend è suffragato anche dalle performance positive riscontrate mensilmente, che vedono incrementi importanti a partire dalla metà del 2014 e volumi raddoppiati dall’estate scorsa. La domanda di mutui da parte delle famiglie è in crescita da due anni e mezzo (nei primi 11 mesi del 2015 l’aumento è stato del 55% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), e se la Banca Centrale Europea continuerà a sostenere i finanziamenti a famiglie e imprese l’offerta relativa ai mutui continuerà a migliorare. Guardando ai numeri degli ultimi 12 mesi (ottobre 2014 - settembre 2015), si è riscontato che sono stati erogati alle famiglie italiane finanziamenti per l’acquisto della casa per 35.158,2 mln di euro. Il saldo annuo, se confrontato con quanto rilevato nei 12 mesi precedenti (ottobre 2013 - settembre 2014), segna un aumento dei volumi pari a +54,7%, per un controvalore di +12.431,7 mln di euro. Il III trimestre 2015 vede un incremento delle erogazioni in tutte le macroaree, come avviene ormai da più di un anno e la performance migliore spetta ancora una volta al Sud Italia, i cui volumi sono più che raddoppiati (+110,3%), rispetto al III trimestre 2014 e ora superano quota 1.600 mln di euro; anche l’Italia Centrale fa segnare una performance notevole: i volumi sono aumentati del 96% e adesso sono a quota 2.700 mln di euro. Inoltre, la macroarea Nord-Occidentale si conferma al primo posto per volumi erogati con 3,5 mld di euro, in aumento dell’82,1% rispetto al III trimestre 2014; Sardegna e Sicilia erogano complessivamente poco meno di 650 mln di euro, che rappresentano il 78,7% in più rispetto all’anno scorso; si segnala, infine, il Nord-Est, che eroga quasi 2,3 mld di euro, pari al 75% in più. Analizzando il periodo che va da ottobre 2014 a settembre 2015 si registrano volumi in aumento in tutte le macroaree italiane e per il IV trimestre consecutivo tutte le regioni italiane fanno segnare volumi in aumento, tra l’altro con variazioni importanti. Ben 7 Regioni su 20 raddoppiano i propri volumi: la prima di queste è l’Abruzzo, che fa segnare addirittura +142,4%, a seguire ci sono Basilicata, Umbria e Calabria (con variazioni comprese tra +130% e +137%) e poi Campania (+113%), Piemonte e Liguria. Permangono sempre differenze geografiche, in quanto sono generalmente le regioni del Nord Italia quelle dove si eroga mediamente di più: la Lombardia si conferma ancora leader, con 2.323,6 mln di euro (+73,6% rispetto al III trimestre 2014), seguita da Lazio (1.517,6 mln di euro), Emilia-Romagna (898 mln di euro) e Veneto (891,4 mln di euro). Nel III trimestre 2015 si registra uno stock di mutui in essere pari a 295.262 mln di euro, in leggero aumento sia rispetto al trimestre precedente (+0,7%) sia in relazione allo stesso periodo dell’anno scorso (+0,5%). Da segnalare che era dalla fine del 2011 che le consistenze non facevano registrare variazioni positive, seppur molto contenute. L’importo medio di mutuo si è attestato a circa 112.900 euro, in aumento rispetto a quanto riscontrato nel III trimestre 2014. La ripartizione geografica è nettamente diversa: il Nord-Ovest e il Centro si mantengono sopra i livelli nazionali, mentre la tendenza è opposta nel Nord-Est e ancora più marcata al Sud e nelle Isole. Il ticket medio risulta più elevato nella macroarea Centrale (116.800 €); dalla parte opposta, invece, il Sud eroga una quota minore con 105.900 €. L’importo medio di mutuo visto a livello regionale per ragioni socio-economiche continua a essere difforme sul territorio nazionale. La Regione con il valore più alto è la Lombardia, con un ticket medio pari a 124.300 €, in aumento del 4,4% rispetto al III trimestre 2014; il valore più basso è stato registrato in Calabria, dove l’importo medio è 87.100 €; la migliore performance appartiene a Campania e Umbria, che fanno segnare +11% ciascuno: nella prima regione il mutuo medio si attesta a circa 117.000 €, nella seconda è di poco inferiore a 100.000 €. Infine, stando alle dinamiche dei tassi di fine 2015, è stato calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 € per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 € e che lo spread medio di mercato si attesti a 1,7% per il tasso fisso e a 1,8% per il tasso variabile: con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 536 €, circa 87 euro in più rispetto a quanto si dovrebbe sostenere con un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonterebbe a 449 €.

OSSERVATORIO SUL CREDITO AL DETTAGLIO – ASSOFIN, CRIF E PROMETEIA
Le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici nei primi 9 mesi del 2015 proseguono la crescita marcata iniziata lo scorso anno. La componente dei mutui per acquisto di abitazioni, che costituisce la parte più consistente delle nuove erogazioni, fa registrare un incremento a doppia cifra (+21,3% rispetto allo stesso periodo del 2014), confermando il crescente sostegno del credito alle compravendite immobiliari. È tuttavia la componente degli altri mutui a mostrare la crescita più elevata (+187,1%), per effetto dell’impennata delle surroghe (+780,6%), infatti i mutui di surroga, che continuano a essere molto convenienti per i bassi livelli dei tassi applicati sulle nuove operazioni, arrivano a rappresentare oltre un quarto dei volumi complessivamente erogati nei primi 9 mesi del 2015. Prosegue invece il trend di leggera contrazione degli importi finanziati e delle durate contrattuali, per effetto sia dei valori di compravendita più ridotti sia dell’aumento dell’incidenza delle surroghe. La ripartizione delle erogazioni per fasce di importo finanziato mostra una lieve ricomposizione verso le classi di valore fino a 100 mila euro (con una quota pari al 32% del totale), mentre quella per durate evidenzia un’ulteriore riduzione della quota di mutui con durata superiore a 26 anni a vantaggio di quelli fino a 20 anni. Inoltre, i primi 9 mesi del 2015 sanciscono il ritorno dei mutui a tasso fisso, che arrivano a coprire quasi la metà delle erogazioni (il 46% dei flussi totali). Si conferma, infine, il ruolo primario del canale bancario tradizionale nel collocamento del mutuo, con il 79% dei flussi erogati.


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