N°147 - Panorama di Economia Immobiliare - Gennaio 2016

SubTitle: MUTUI

RAPPORTO MENSILE GENNAIO 2016 – ABI
A fine 2015 l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.830,2 miliardi di euro, è nettamente superiore, di quasi 133 miliardi, all'ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.697,4 miliardi di euro. A dicembre 2015 il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione positiva pari a +0,5% nei confronti di dicembre 2014 e di gran lunga migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo dato di fine 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da aprile 2012. Positiva a fine 2015 anche la variazione annua del totale prestiti all'economia (che include anche la Pubblica amministrazione), +0,1%. Segnali positivi emergono anche per le nuove erogazioni di prestiti bancari: sulla base di un campione rappresentativo di banche, che rappresentano oltre l’80% del mercato, i nuovi finanziamenti alle imprese hanno segnato nei primi 11 mesi del 2015 un incremento di circa il +13% sul corrispondente periodo dell’anno precedente (gennaio - novembre 2014). Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, si è registrato un incremento annuo del +97,4% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nei primi 11 mesi del 2015, a circa il 32,4%. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, a oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.830,2 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.420,5 miliardi di euro. Sempre a dicembre 2015, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi: il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,26%, minimo storico (3,30% il mese precedente; 6,18%, prima della crisi, a fine 2007); il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,51%, il valore più basso da giugno 2010 (2,57% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato all’1,99%, 1,87% il mese precedente (5,48% a fine 2007). A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia rimane elevata, le sofferenze lorde sono risultate a novembre 2015 pari a 201 mld, dai 199 mld di ottobre 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 10,4% a novembre 2015 (10,4% anche il mese precedente; 9,5% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 17,3% per i piccoli operatori economici (16% a novembre 2014; 7,1% a fine 2007), il 17,8% per le imprese (15,9% un anno prima; 3,6% a fine 2007) e il 7,2% per le famiglie consumatrici (6,9% a novembre 2014; 2,9% a fine 2007). Le sofferenze nette registrano a novembre 2015 un aumento, passando da 87,2 miliardi di ottobre a 88,8 miliardi di novembre. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,89% a novembre 2015, dal 4,85% di ottobre 2015 (4,67% a novembre 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).Sulla base dell’ultimo dato disponibile, a giugno scorso il numero complessivo degli affidati in sofferenza era pari a 1.188.401 (in prevalenza imprese e famiglie). Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a dicembre 2015 è risultato pari a 207 punti base (208 punti base il mese precedente), prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti percentuali a fine 2007).

PREVISIONI FINANZIARIE 2016 – KÌRON
Nel III trimestre 2015 le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 10.768,5 milioni di euro e, rispetto allo stesso trimestre del 2014, si registra un aumento delle erogazioni pari a +87,4%, per un controvalore di +5.022,3 mln di euro: questo è quanto riportato da Kiron secondo i dati del Bollettino Statistico IV-2015 Banca d’Italia di Gennaio 2016. Dunque, il mercato del credito per le abitazioni continua a dare segnali positivi, le erogazioni sono in aumento da quasi due anni e superano i 10 miliardi di euro per il secondo trimestre consecutivo e questo trend è suffragato anche dalle performance positive riscontrate mensilmente, che vedono incrementi importanti a partire dalla metà del 2014 e volumi raddoppiati dall’estate scorsa. La domanda di mutui da parte delle famiglie è in crescita da due anni e mezzo e, nei primi 11 mesi del 2015, l’aumento è stato del 55% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; inoltre, la Banca Centrale Europea continuerà a sostenere i finanziamenti a famiglie e imprese e l’offerta relativa ai mutui continuerà a migliorare. I principali indici di riferimento dei tassi sono ancora a livelli molto bassi, riducendo in questo modo il costo dei finanziamenti e creando nuove opportunità per il mercato e le famiglie. Tuttavia, bisogna considerare le prospettive economiche e il mercato del lavoro che crescono molto lentamente, nonché un settore creditizio condizionato dalla situazione economica del nostro Paese e dell’intera Eurozona. Le politiche di erogazione, sebbene più morbide rispetto al passato, rimarranno prudenziali per tutto il 2016 e la qualità del portafoglio degli istituti continuerà a essere un fattore decisivo che condizionerà le scelte di erogazione. Se è vero che il 2015 si è chiuso con un aumento delle erogazioni rispetto a quanto rilevato nel 2014, anche per effetto della significativa crescita dei finanziamenti di surroga, il 2016 dovrebbe continuare con questo trend ma con una riduzione delle erogazioni relative alle surroghe. Per il 2016 si prevede, quindi, un andamento delle erogazioni in lieve miglioramento rispetto a quanto rilevato nel 2015.

OSSERVATORIO – PRESTITIONLINE.IT
Nel II semestre del 2015 i prestiti per la ristrutturazione della casa (37,5%), per l’acquisto di un’auto usata (19,5%) e per l’arredamento (16%) si sono confermati tra quelli maggiormente erogati agli italiani secondo quanto emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio di PrestitiOnline.it.

CITTADINI STRANIERI E ACCESSO AL MUTUO – TECNOCASA
Nel nostro Paese vengono finanziati principalmente cittadini italiani (86,4%), il 10,3% è rappresentato da altri Paesi del Vecchio Continente e il 3,3% da immigrati extra-europei (questi ultimi provengono soprattutto dall’America Centro-Meridionale, quindi da Asia e Africa). Le nazionalità più rappresentate sono quelle rumena (27,3% del totale degli stranieri), albanese (15,5%) e moldava (11,8%); tra i non-europei, invece, i più presenti sono i peruviani (3,2%), seguiti dai cinesi (2,1%) e dai marocchini (2%). Osservando la provenienza del mutuatario nell’ambito delle macroaree italiane e confrontando i risultati tra loro, si evince che gli istituti di credito tendono a finanziare i cittadini non italiani maggiormente nel Nord Italia; in particolare, emerge la quota di stranieri finanziati nel Nord-Est, che rappresentano quasi un terzo del totale della macroarea. L’età media dei mutuatari non italiani che hanno sottoscritto un finanziamento ipotecario in Italia nel 2015 è di 38,2 anni; quattro mutuatari su dieci hanno fra 35 e 44 anni, mentre gli under 35 rappresentano il 36,5% del totale. Come è logico aspettarsi, la maggior parte dei finanziamenti viene erogata per acquistare casa, motivazione che rappresenta infatti il 95,5% del totale, mentre le sostituzioni e le surroghe costituiscono il 4,2%. La sicurezza economica è tra gli elementi fondamentali richiesti dagli istituti di credito per erogare un finanziamento e tale caratteristica identifica il 91% del campione (dipendenti a tempo indeterminato e pensionati), a fronte del 7,3% di chi ha un contratto di lavoro flessibile (liberi professionisti/lavoratori autonomi e titolari d’azienda); i lavoratori a tempo determinato, invece, pesano per l’1,7%. Uno straniero su due sottoscrive mutui a tasso fisso e poco più di un terzo opta per finanziamenti a tasso variabile. Questi ultimi hanno evidenziato un calo rispetto all’anno scorso, quando erano scelti dal 39,7% degli stranieri; i mutui a tasso fisso, al contrario, sono passati dal 37,3% al 51,9%. I prestiti ipotecari a rata costante rappresentano, invece, l’11%, mentre sono più marginali le tipologie a tasso variabile con CAP e misto. La durata media dei mutui sottoscritti da cittadini non italiani è pari a 25 anni, in aumento esattamente di un anno rispetto al 2014. Ragionando per fasce di durata, risulta che 3 mutui su 4 hanno una durata compresa tra 21 e 30 anni, a fronte del 66,9% registrato l’anno scorso, e il 25,3% si colloca nella fascia 10-20 anni (mentre nel 2014 questa fascia incideva per il 32,7%). Nel corso del 2015 l’importo medio di mutuo erogato sul territorio nazionale ai mutuatari non italiani è stato pari a circa 98.900 €, in aumento rispetto all’anno scorso quando il ticket medio ammontava a 94.700 €. Segmentando il campione per fasce di erogato si nota come la ripartizione sia più sbilanciata verso importi contenuti: il 49,1% dei mutui erogati ha un importo compreso tra 50 e 100.000 €, mentre il 37% si colloca nella fascia successiva (100-150.000 €); infine, solo il 9% dei mutuatari, ha ottenuto un finanziamento superiore a € 150.000.


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