N°176 - Panorama di Economia Immobiliare - Maggio 2017

SubTitle: INDAGINE TECNOBORSA 2017 - LE FAMIGLIE ITALIANE E IL MERCATO IMMOBILIARE NELLE SEI GRANDI CITTA’

TRANSAZIONI EFFETTUATE E MUTUI

Il Centro Studi sull’Economia Immobiliare di Tecnoborsa – Csei, per la settima volta dal 2005, è tornato a esaminare il mercato immobiliare nelle sei maggiori città italiane – Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Genova. Con l’Indagine 2017 si conferma in modo più marcato la ripresa del mercato immobiliare già avviata a partire dal 2015 e, infatti, la quota delle famiglie che hanno dichiarato di aver acquistato un’abitazione nel biennio 2015-2016 tocca il valore più alto riscontrato dall’inizio della crisi. Dall’analisi dell’utilizzo dell’immobile acquistato al primo posto si continua a trovare l’acquisto dell’abitazione principale ma con un valore leggermente più basso di quello rilevato nel 2015, tuttavia sempre molto elevato; ancora in calo, pur mantenendo il secondo posto, vi sono coloro che hanno preso una seconda casa vacanze; seguiti da chi ha acquistato un’abitazione per parenti prossimi; infine, all’ultimo posto, vi sono coloro che hanno comprato un immobile per investimento. Nel biennio considerato continua anche il trend positivo del numero delle famiglie che sono riuscite a vendere un’abitazione, valore che ha raggiunto addirittura il suo massimo storico dall’inizio delle rilevazioni effettuate da Tecnoborsa. La motivazione predominante che ha indotto alla vendita di un’abitazione rimane la sostituzione con un’altra abitazione principale, fenomeno in forte crescita e il cui valore tocca il massimo storico. Nota positiva è un ulteriore calo della quota di chi ha venduto per bisogno di liquidità; a seguire, con valori molto inferiori, c’è chi ha ceduto un’abitazione per comprare una seconda casa vacanze, per acquistare una casa per parenti prossimi o per fare altri investimenti immobiliari; infine, vi sono coloro che hanno venduto per effettuare investimenti finanziari, valori tutti in calo rispetto all’Indagine 2015. Per quanto riguarda il ricorso a un mutuo o a un finanziamento si è mantenuta stabile la quota delle famiglie che vi hanno fatto ricorso, rispetto a quanto riscontrato nell’Indagine 2015; infine, è cresciuta la quota di chi accende un finanziamento che copre oltre il 60% del prezzo del bene acquistato e circa il 90% impiega fino al 40% del reddito annuo del nucleo familiare, dunque c’è grande prudenza da parte delle famiglie italiane.

Comunicato Stampa

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